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Amelie Nori

Nel 2015, al suo primo anno di studi al Royal College of Arts a Londra, la giovane artista  Amélie Barnathan, nipote di Memè Olivi, si chiede cosa facesse la nonna alla sua stessa età. Si accende così la curiosità per quella « giovane donna in fiore » a Senigallia ai tempi della guerra, quando una bomba cadde proprio sulla stanza da letto dove dormiva tutte le notti, tranne quella.
A partire dalle memorie familiari Amélie crea un’intensa opera grafica che si interroga sul contrasto tra guerra e giovinezza, tra la mostruosa macchina della morte e il potente istinto alla vita. Sul segno severo dell’incisione (medium che  Amélie non ama usare abitualmente),  divampa il rosso che è sangue e fiore, morte e speranza, realizzato tuttavia con la delicatezza dell’acquarello (medium prediletto da Amélie. 
In quest’opera come nel film, Amélie Barnathan rivendica esplicitamente lo stretto legame che la unisce alla nonna e che l’ha spinta a diventare artista. Si identifica talmente alla sua figura che in una delle tavole si definisce come il suo doppio.


Odyssey. The epic journey through WW2 of the blossoming Amelia, 2015

Amélie BARNATHAN 

Leporello (libro a fisarmonica), esemplare unico con tirature BeN di 8 lastre sagomate, incisione a puntasecca, acquarello e penna su carta, libro chiuso 38 x 33 cm, libro aperto 38 x 660 cm arricchite con disegni all’acquarello e matita.


Intervento ad Acquarello di Amélie Barnathan su un’acquaforte di Memè Olivi, 2025

Traccie incise – Corse di Fuoco

Le donne corrono,

da generazioni,

ognuna con il proprio passo,

ognuna con il proprio segno.

Noi corriamo con mani che creano,

con occhi che vedono oltre,

con un’anima intrisa di colori, stoffe, forme, visioni.

Portiamo il fuoco delle streghe,

quelle che trasformavano il mondo

con forza sottile, con arte viva.

Portiamo il sapere delle streghe,

la tenacia delle madri,

la visione delle artiste.

Mia nonna dava vita ai silenzi delle colline

io dono voce alle storie delle donne.

Lei cuciva emozioni antiche,

io le intreccio con immagini nuove.

Corriamo insieme,

in un unico gesto creativo,

tra eredità e intuizione.

Siamo parte di un’unica opera:

quella delle donne che resistono creando.

Siamo due donne tra milioni,

e la nostra storia parla per tutte,

per le donne che corrono —

con sogni, con ardore, con speranza.

Noi creiamo,

e nel creare, non ci fermiamo.